
Se da un lato la produzione italiana sta ottenendo discreti risultati nella vendita in altri Paesi del mondo, soprattutto quelli emergenti, il mercato interno non dà segnali di ripresa. Cresce l’export e cala il mercato interno così che molte aziende produttrici stanno riducendo al minimo le attività di promozione in Italia per dedicarsi ai clienti stranieri, che rappresentano ormai la parte più significativa del fatturato complessivo. I distributori italiani di marchi stranieri, invece, non sanno più dove sbattere la testa per vendere i prodotti che importano. Il mercato è pressoché fermo e i formitori sembrano non comprendere la realtà italiana, quando chiedono ai nostri distributori di portare a casa risultati che il nostro Paese non è in grado di garantire. Così, mentre le aziende produttrici si trovano a dover competere con il mercato globale, le aziende distributrici si trovano a dover gestire un piccolo e stagnante mercato interno. In un contesto del genere, la visione delle aziende si restringe concentrandosi sul quotidiano. Raggiungere il massimo numero possibile di clienti finali al minor costo possibile per vendergli i prodotti nel più breve tempo possibile è la necessità più diffusa. Per questa ragione molti distributori tentano la strada delle fiere locali o delle promozioni dirette sul territorio, sperando che a ogni contatto corrisponda un acquisto immediato (Piero Chianura).
(pubblicato su BigBox marzo/aprile 2013).

