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DPA, piccoli grandi microfoni

Un microfono in miniatura fissato con una originale clip alla campana di un saxofono e un altro posizionato su un contrabbasso grazie a un supporto in gomma agganciata con discrezione tra il ponte e l'attacca corde dello strumento. Sono solo due delle immagini a cui DPA Microphones ci ha abituati da quando ha rivoluzionato il mondo della ripresa microfonica. Ma la storia del marchio danese, iniziata ormai quasi trent'anni fa, è fatta anche di altre interessanti innovazioni.

La storia di DPA ha inizio negli anni Cinquanta in Danimarca, quando due impiegati della Brüel& Kjær, marchio noto per i suoi strumenti di misura, decidono di sfruttare il know how acquisito in azienda per realizzare microfoni dedicati alle applicazioni audio professionali. È così che nel 1992 Ole Brøsted Sørensen e Morten Støve fondano DPA e progettano il loro primo microfono omnidirezionale per lo studio di registrazione: il modello 4006 evoluzione del precedente modello B&K, da cui prende il via un percorso di innovazione e di successi che oggi fanno di DPA un'eccellenza riconosciuta a livello globale.

LE RAGIONI DEL SUCCESSO
Per convertire l'applicazione dei microfoni di misura in ambito musicale, DPA dovette anzitutto evitare l'uso di alimentatori esterni e prevedere connessioni adeguate agli standard dell'audio. In quel periodo, negli studi di registrazione c'erano microfoni considerati ancora oggi musicalmente molto belli, ma tutt'altro che lineari (primo fra tutti il Neumann U87). La linearità della risposta fu perciò la seconda caratteristica ricercata da DPA. Quello della miniaturizzazione spinta all'inverosimile fu però l'elemento che scatenò l'interesse del mondo della musica e dei teatri. Dopo aver collaborato con la danese Muphone, nel 2005 DPA acquisì questa azienda leader nella produzione di apparecchi acustici in miniatura, per coprire tutte le applicazioni del mercato audio. E i risultati sono stati impressionanti: negli ultimi dieci anni, dal 2010 a oggi, l'azienda ha avuto una crescita media del 15%. Dal 2015 DPA ha aumentato i suoi investimenti in ricerca e sviluppo raddoppiando ogni anno le risorse. A dispetto dei passaggi di proprietà (nel 2013 la vendita al fondo americano Riverside Company fino all'acquisizione da parte dell'italiana RCF nel 2019), i due fondatori non abbandonano la società, continuano a produrre per il marchio Brüel& Kjær e tengono alta l'attenzione su tutti i progetti.
Grazie a DPA, oggi vediamo sempre più spesso in varie applicazioni audio miniature da indossare, archetti flessibili e microfoni vocali di fascia alta.
Ogni microfono è assemblato a mano nella fabbrica in Danimarca. Sono necessari fino a 200 passaggi manuali individuali per assemblare un microfono DPA e, durante il processo, ciascuno viene calibrato fino a 15 volte prima dell'approvazione finale.
È interessante notare il contesto musicale del periodo in cui DPA si è affermata nella musica dal vivo. La linearità, la semplicità d'uso delle capsule e la non invasività dell'aggancio hanno portato DPA sui palchi live di tutto il mondo, in un momento storico nel quale si passava dal "palco che suona" al "palco silenzioso" che consentiva una ripresa ravvicinata degli strumenti come in uno studio di registrazione. Parliamo delle capsule 4099 e delle sue varianti con le diverse clip per tutti gli strumenti, ma anche del classico 4006 omnidirezionale tipico dei microfoni di misura. Quando nel 2011 DPA separa la capsula dal preamplificatore il tutto diventa modulare. È possibile scegliere la capsula, il preamp e creare un oggetto compatibile con qualunque esigenza usando clip e braccetto più adatto. Un contrabbassista che aveva cominciato a usare un 4099, può utilizzare una capsula 4018 anch'essa ipercardioide, ma più grossa di quella del 4099, con un preamp ultra compatto e gli stessi accessori prima usati con il 4099. Grazie alla loro linearità, tutti i microfoni DPA sono intercambiabili anche dal punto di vista timbrico. La linearità è garantita sia in asse che fuori asse, il che facilita per esempio la gestione della ripresa vocale sul palco da parte del fonico, perché nel momento in cui il cantante si sposta modificando il rapporto tra il segnale vocale e quello che interferisce dal palco, non ci sono le continue variazioni di risposta in frequenza tipica dei fuori asse. La tecnologia adottata nelle capsule DPA evita la colorazione del suono laterale e posteriore semplicemente riducendo la sensibilità fuori asse.

A FIANCO DEL MUSICISTA
La scelta di un microfono DPA per la ripresa del proprio strumento può rappresentare un investimento interessante per il musicista impegnato su diversi fronti, dalla didattica, allo studio di registrazione al live. Avere un compagno ideale di qualità e così poco invadente significa limitare al massimo le problematiche legate al rapporto con gli ambienti e i tecnici audio con cui ci si relaziona nelle diverse occasioni. Dal punto di vista tecnico, occorre anzitutto sfatare il mito che i microfoni a condensatore non possano essere usati per tutte le applicazioni. DPA produce solo microfoni a condensatore che possono essere usati anche per la ripresa di strumenti dotati di grande pressione sonora, come tamburi, amplificatori per chitarra ecc. Sulla batteria possono essere montati sul bordo del tamburo, ma è facile posizionarli su qualsiasi altro strumento a percussione. Sono molto poco invasivi sia dal punto di vista meccanico che del suono. La capsula viene montata su piccoli braccetti a collo d'oca ammortizzati in due posizioni sia dalla parte della capsula che della clip e ha decine di diverse tipologie di clip per il montaggio, tutte realizzate in una gomma che non lascia segni sullo strumento e quindi molto adatte per i preziosi strumenti di liuteria.
La resistenza alle alte pressioni sonore è garantita dalla costruzione e dalla selezione delle membrane in fase di realizzazione. Vengono infatti selezionate quelle che hanno maggiore resistenza meccanica. Per capire quanto sia minima la vibrazione della membrana, DPA fa una similitudine: se si prendesse una capsula microfonica miniaturizzata DPA e la si ingrandisse fino alle dimensioni di un campo da calcio, si potrebbe avviare un motore a reazione, a 60 metri di distanza e il diaframma si sposterebbe di solo 4 mm. Si può ora immaginare il movimento infinitesimale del diaframma alla sua dimensione reale di 4x5,5 mm.

IL FUTURO È NELLA RICERCA
In DPA prosegue il lavoro di ottimizzazione della risposta dei microfoni indipendentemente dalla capsula utilizzata, sia essa quella da 48 mm e da 52 mm per i microfoni a mano per voce, siano quelle classiche da 19 mm e da 24 mm del modello 4041 top della gamma, sia quella da 3 mm della serie 6060 e 6066 per usi particolari in ambiti extra musicali o, infine, la capsula da 5 mm che inizialmente equipaggiava la serie 4060 nelle sue varie declinazioni, fino alla 4099 per gli strumenti, la cui particolarità è che non è rotonda ma rettangolare.
Che DPA sia impegnata nella progettazione del futuro è dimostrato dal suo coinvolgimento in missioni spaziali nelle quali vengono usate sue capsule per le riprese audio. Sono stati usati due microfoni DPA (antenati del 4004/4007) per registrare il decollo dell'Apollo 13, mentre un sistema microfonico basato sulle capsule 4006 è incorporato nel Mars 2020 Rover che atterrerà su Marte nel 2021. Ma la ricerca prosegue sulla Terra e produce oggetti altrettanto sorprendenti e soprattutto utili per la vita dei professionisti dell'audio. Lo studio sulla ripresa degli strumenti musicali ha portato alla realizzazione di un nuovo sistema per fisarmonica, uno degli strumenti più difficili da riprendere, attraverso il montaggio di due 4099 fissi sullo strumento, per una microfonazione più naturale possibile.
Dal 2017 prosegue l'introduzione della tecnologia proprietaria Core su tutti i microfoni. Questa tecnologia riduce al minimo la distorsione e amplia la gamma dinamica in modo che il microfono risponda sempre al meglio anche a livelli di pressione sonora (SPL) molto elevati.
Sul fronte della miniaturizzazione, una novità al di fuori del settore microfoni è rappresentata dall'interfaccia audio in miniatura MMA-A. Questa interfaccia di forma circolare e diametro di circa 6 cm è veramente tascabile. Monta preamp microfonici e due microdot per la connessione di microfoni DPA con al centro un connettore USB C. Con un telefono cellulare e un paio di microfoni DPA in miniatura si possono realizzare delle registrazioni audio in maniera pressoché invisibile.
4560 Binaural Headset Microphone utilizza due capsule 4060 per la ripresa binaurale. Insieme all'interfaccia audio MMA-A si possono progettare registrazioni microfoniche analoghe a quelle che si possono ottenere usando una testa artificiale, ma con un set tascabile. 
E la tecnologia diventa ancora più invisibile per poter essere usata in ogni frangente senza disturbare il professionista che lavora.
DPA Microphones è parte di RCF Group
Info: DPA Microphones

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